EFFETTO CORTEN

L’effetto corten si realizza in diversi modi. Per scegliere quello che si preferisce bisogna incrociare diverse variabili: costi, esigenze, preferenze. In particolare, bisogna capire se si è disposti ad accontentarsi di un effetto ruggine o se si preferisce la ruggine vera e propria.

BRUNITURA

La Brunitura è il trattamento chimico per l’annerimento di particolari in ferro e acciaio al carbonio, si presenta con un colore nero-bluastro lucido oliato (es. canna da fucile), non comporta riporti di spessore ed in genere viene utilizzato per migliorare l’aspetto estetico dei pezzi lavorati, proteggere dalla corrosione al riparo dagli agenti atmosferici (le norme UNI non quantificano la resistenza in nebbia salina di questo trattamento). Il trattamento può essere effettuato a barile o statico a seconda della conformità dei pezzi e/o delle esigenze dei Clienti).

EFFETTO GREZZO – MATERICO

Negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede il trend della finitura “effetto grezzo”, per far risaltare ancora di più la materia con la quale è stato realizzato il prodotto. Questo per conferire all’arredo un gusto più vivo, dove le imperfezioni vengono accettate e anzi sono segno di unicità del materiale.

Si chiamano finiture materiche e sono oggetto di numerose discussioni tra aziende legate al mondo del design e studi di Architettura che commissionano progetti. In questo articolo spiegheremo perché utilizzare (o non utilizzare) il ferro grezzo nell’arredamento e dell’interior design, basandoci sul know how che abbiamo maturato in questi anni di produzione e commercializzazione di mobili in stile Industrial.

La più grande controindicazione è legata alla superficie del materiale, poiché molte volte può presentare difetti come graffi e/o effetti chiaro-scuro che possono scontrarsi con gusti estetici più tradizionali. Quando si sceglie una finitura di questo tipo si deve mettere in conto che il materiale è vivo e potrebbe quindi presentare alcune imperfezioni. Se si vuole una superficie perfettamente uniforme è meglio scegliere una finitura verniciata a polvere, sicuramente molto più facile da gestire ma, secondo noi, anche meno “affascinante” rispetto al sapore crudo del ferro grezzo.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la gestione della superficie delle finiture materiche, ovvero come proteggere il materiale dagli agenti esterni. Noi di Siderio abbiamo trovato due soluzioni, entrambe estremamente valide e che consigliamo a seconda dell’ambiente in cui andrà inserito il prodotto.

La prima soluzione è quella più facile ed è rappresentata dalla verniciatura trasparente opaca. In sostanza viene applicata sulla superficie del materiale uno strato di vernice trasparente per preservarne il colore e allo stesso tempo proteggerlo da agenti atmosferici esterni (come umidità, sporco, ruggine). In questo caso non c’è bisogno di intervenire periodicamente per preservare la protezione.

La seconda soluzione amiamo definirla “per appassionati”. Stiamo parlando di un trattamento da effettuare con una normalissima cera d’api che viene applicata sulla superficie del materiale e conferisce un aspetto brillante e molto più vivo rispetto alla verniciatura trasparente. Le controindicazioni sono presto dette: ogni 6 mesi circa (anche se dipende dal grado di umidità della stanza nella quale il mobile è inserito) va applicato un nuovo strato di cera, per preservarne la protezione e l’estetica.

TRATTAMENTO A CERA O OLIO

EFFETTO TRASPARENTE

“Ferro nero Calamina” dove con nero s’intende il colore e con calamina ci si riferisce allo strato di ossido che si forma in fase di produzione. Proprio la calamina è quell’elemento che sta piacendo tanto nel mondo degli arredi di design. Perciò: quella che vedi sempre più spesso in giro è una lavorazione ferro nero calamina con verniciatura trasparente.

Più avanti ti parlerò meglio delle varie lavorazioni, per intanto ti dico che differisce dal decapato perché su quest’ultimo, tramite azione chimica, viene tolta proprio la calamina.